Suona tardi la sveglia per Sagan e Viviani

Suona tardi la sveglia per Sagan e Viviani


Oltre che temerari, sono stati anche molto bravi Jelle Wallays (Lotto Soudal), Sven Eryk Bytrom (UAE Team Emirates) e Jetse Bol (Burgos-BH), che poco dopo la partenza sono riusciti a prendere il largo, con il gruppo che però, ha sempre cercato di evitare che il gap tra battistrada e inseguitori potesse dilagare.

Contenendo tale distacco entro la soglia massima dei 3 minuti. Tutto sotto controllo, almeno dall’apparenza. Perchè alla luce di come sono poi andate le cose, con il passare dei chilometri, il recupero si è fatto sempre più fiacco. Anche quando nel finale l’olandese Jetse Bol si è visto costretto a cedere al passo dei due compagni di fuga. Calcoli alla mano, già ai meno 2 dal traguardo si era capito che solo se i due battistrada si fossero prodotti in pericolosi attendismi - conseguenza di eccesso di tatticismi - il gruppo inseguitore avrebbe potuto recuperare. Diversamente, il ricongiungimento, da scontata evoluzione, si sarebbe trasformato in scontata chimera.

Motivo per cui, il vincitore di Lleida, il belga Jelle Wallays, ha sicuramente molto da ringraziare la generosità del compagno d’avventura, il norvegese Sven Eryk Bytrom, che al tatticismo dell’atleta del team Lotto Soudal, ha risposto mantenendo la posizione di testa, in modo che l’andatura non scemasse in modo repentino. Anche perché da dietro, Peter Sagan si era nel frattempo lanciato in una poderosa e disperata rimonta.

Un gesto atletico importante, sul quale nemmeno Elia Viviani è riuscito a recuperare, costretto al 4° posto dell'ordine d'arrivo, alla ruota del campione del mondo.
Nei prossimi due giorni, la Vuelta tornerà ad essere il palcoscenico degli scalatori, con due frazioni che avranno quale epicentro il Principato di Andorra. Sarà quello il teatro per la definitiva resa dei conti di una corsa che nonostante le tante difficoltà proposte, ha visto sempre contenuti i distacchi tra i principali contendenti.

Roberto Sardelli

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