Elia Viviani: il tris che ci voleva


Orfana della ruota veloce Jakub Mareczko, la Wilier Triestina ha inteso giocare d’anticipo, puntando la carta del finisseur con Marco Coledan, a poco più di un chilometro dall’arrivo. Tanto è bastato a scompaginare - sia pure in parte - i giochi. Costringendo i velocisti a rivedere i tempi nei quali lanciare lo sprint. In particolare Modolo e Bennet, apparsi entrambi oggi, particolarmente ispirati; peccato per loro però, che Elia Viviani abbia affrontato la volata con un diavolo per capello. Con quella rabbia che, come capita spesso alle persone sensibili e intelligenti, si trasformano in energia positiva e adrenalina produttiva. In effetti, mai come a Nervesa della Battaglia - sebbene in Israele avesse vinto con estrema naturalezza - lo sprinter della Quick-Step Floors aveva palesato una superiorità così disarmante.

Per i velocisti restano adesso soltanto altri due appuntamenti: quello di Iseo mercoledì e poi, l’epilogo a Roma. Occasioni nelle quali Viviani potrà puntare al poker e se gli andasse bene nelle località lacustre, potrà pensare poi anche al pokerissimo. Sempre che, con la tranquillità e la serenità ritrovata, non vada a calare quella opportuna rabbia e adrenalina che sicuramente, in terra trivigiana, sono state le sue armi in più.

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