Aru in Nazionale, scelta irrevocabile?

Aru in Nazionale, scelta irrevocabile?

Una scelta irrevocabile quella relativa alla cronometro, per la quale le preferenze sono cadute su Alessandro De Marchi (Bmc Racing Team) e Fabio Felline (Trek Segafredo). In quella circostanza ci sarà da coprire la ragguardevole distanza di 52,500 chilometri da Rattenberg a Innsbruck/ Hofburg, e il primo corridore a prendere il via partirà alle ore 14:10.
Non ancora definitiva invece, la selezione per la prova in linea (km 258,500 da Kufstein a Innsbruck/Hofburg; partenza ore 9.40), nella quale, ai nomi certi di Fabio Aru (Uae Team Emirates), Damiano Caruso (Bmc Racing Team), Alessandro De Marchi (Bmc Racing Team), Gianni Moscon (Team Sky), Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), Franco Pellizotti (Bahrain-Merida) e Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), si aggiungeranno altri tre corridori; dei quali soltanto uno ricoprirà il ruolo di titolare, e altri due quello di riserva. Una scelta che scaturirà da una rosa di 4 nominativi che comprende Gianluca Brambilla (Trek Segafredo), Dario Cataldo (Astana Pro Team), Davide Formolo (Bora-Hansgrohe) e Giovanni Visconti (Bahrain-Merida). Cassani cercherà sicuramente di attingere dai segnali che potranno pervenire dal rendimento mostrato da questi corridori nelle prossime quattro gare, che in rapida successione si svolgeranno tra dopodomani e domenica (Toscana, Sabatini, Memorial Pantani e Matteotti).
Nel rileggere la lista, le preferenze del commissario tecnico possono apparire fin troppo scontate, o quanto meno, difficilmente contestabili. Più di un punto di domanda lo pone invece, l’inserimento di Fabio Aru tra i selezionati. C’è da dire però che al di là di un rendimento inferiore alle aspettative nell’ultima Vuelta, il corridore sardo è stato comunque il terzo miglior italiano in classifica generale. Ci può stare pertanto che anche nel rispetto del suo ruolo istituzionale, Cassani abbia voluto tutelare e preservare il corridore, inteso come patrimonio sportivo. Evitando che una sua eventuale non convocazione, potesse essere interpretata come una sonora bocciatura. Sotto il profilo psicologico, si sarebbe trattato per Aru, di una sorta di pioggia su un terreno già abbondantemente bagnato.
Molto più facile invece che il cittì, inserendolo nella lista dei sicuri partecipanti, gli abbia chiesto in cambio una prova di massima lealtà. Invitandolo cioè ad autoescludersi nel caso, con l’approssimarsi dell’appuntamento iridato, valutasse il suo stato di forma non ottimale. Nel manifestare la fiducia nei suoi confronti, Cassani avrebbe a quel punto trasferito sul diretto interessato l’onere della scelta. Anche questo sarebbe in fondo, un atteggiamento legato alla strategia e al tatticismo. Compiti fondamentali di un cittì.

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