Caruso, Visconti e Nibali dalla Sicilia fino in capo al Mondo

Caruso, Visconti e Nibali dalla Sicilia fino in capo al Mondo

In Italia abbiamo molti difetti, uno tra tutti: non riconoscere fino in fondo l'importanza e la grandezza delle persone che rappresentano la parte migliore di questa terra. Per fortuna, però, nel resto del mondo ciò non accade...
Ogni storia di un ciclista è diversa, bella e coinvolgente, ma vi siete mai chiesti qual è la storia ciclistica dei tifosi di questi corridori?

Oggi voglio parlare dei tifosi stranieri di tre siciliani, che rappresentano il ciclismo italiano: Vincenzo Nibali, Giovanni Visconti e Damiano Caruso.
Voglio iniziare proprio da quest'ultimo, l'Aquila degli Iblei, perché tra tutti è quello che è riuscito ad arrivare più lontano, a toccare i cuori di una popolazione con una cultura ben diversa dalla nostra, in particolare è riuscito a toccare il cuore di Tomomi Tanonaka direttamente dal Giappone. La storia di questa ragazza intrecciatasi con quella di Damiano Caruso è particolare e, per questo motivo, è proprio lei a raccontarcela...

L' 11 Marzo 2011 nel Giappone settentrionale ci fu un fortissimo terremoto che causò un grave incidente nucleare. In tale occasione venne organizzata la “ Japan Cup”, la corsa ciclistica più importante del Giappone, invitando le squadre più importanti di tutto il mondo. E, tra tutti i corridori, per caso, mi imbattei in Damiano Caruso che, all'epoca, faceva parte della Liquigas. Lo pregai di farmi un autografo e, lui, rimase meravigliato del fatto che qualcuno in Giappone lo conoscesse. Rimasi subito colpita dalla sua gentilezza, umiltà e simpatia. Allora creai un DVD con le riprese fatte a Damiano durante la gara e, cercando il suo Fans Club su internet, entrai in contatto con il padre, una persone gentile e affettuosa. Da quel momento, non ho più smesso di fare il tifo per Caruso.”

Il nostro viaggio nel mondo dei tifosi fa tappa a Rekkem, in Belgio. In questa città vi è il Fans Club di Giovanni Visconti. La storia della fondazione del Fans Club ce la racconta proprio il fondatore: Franky Bataille...
“ In Belgio vi è una grande tradizione ciclistica grazie, soprattutto, alla squadra Deceuninck – Quick -Step. Di questa squadra faceva parte Paolo Bettini e io, insieme alla mia famiglia e ai miei amici, eravamo suoi tifosi. Nel 2008, durante la Brabantse Pijl, Bettini si dovette ritirare dalla gara; Giovanni era 4° in classifica generale e, visto che era un compagno di squadra di Paolo, iniziammo a fare il tifo per lui. Da subito notammo la sua bravura e forza nonostante la giovane età, ci colpì anche il suo modo di essere amichevole, sincero e allegro. Così, nel 2009, fondammo il suo Fans Club seguendo Giovanni in tutto il mondo, cercando di fare il miglior tifo possibile.”

E infine, ma non perchè meno importante, il nostro viaggio si conclude con Vincenzo Nibali. Tanti sono i suoi tifosi in tutto il mondo, ma la storia della francese Marina Vie è una di quelle che colpisce di più...
“Ho iniziato a seguire il ciclismo grazie a mio marito che, quando era piccolo, praticava questo sport. Così, con il passare del tempo, grazie a lui, ho iniziato ad apprezzare e a capire meglio il mondo delle due ruote. Essendo francese molti mi chiedono: << Perché non fai il tifo per Pinot, Bardet o Alaphilippe? >>, questa domanda è più che legittima, ma proprio mentre ero al Tour 2014 per fare il tifo per Pinot, si fermò dinanzi a me un uomo tutto giallo... Vincenzo Nibali.
Rimasi incantata dal colore acceso della sua maglia mentre faceva autografi e foto con i bambini, nonostante fosse in ritardo per la partenza. Parlava con i tifosi, li abbracciava, non avevo mai visto un ciclista, una maglia gialla, così umile e disponibile con tutti. In un'altra tappa lo vidi alzarsi sui pedali ed attaccare proprio davanti a me e, di colpo, il cuore mi si fermò, provai una forte emozione. Vincenzo è un grandissimo campione, capace di inventarsi di tutto pur di vincere, ma prima di tutto è un grandissimo uomo. Per questo motivo una tifosa francese di Pinot si è trasformata in una tifosa di Nibali”.

Ed è bello poter osservare come tre ciclisti partiti dalla Sicilia, grazie alla loro bravura e forza, ma soprattutto grazie al loro modo di essere, sono riusciti a conquistare il cuore delle persone in tutto il mondo. E, proprio per questo motivo, noi italiani li dovremmo conservare e custodire gelosamente come un tesoro.

Giada Gambino


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